Tradurre l’immagine di El Greco

nella vita lavorativa di tutti i giorni significa per noi che abbiamo strumenti e camminiamo “a cavallo” aver scelto di stare accanto a chi ha bisogno per essere insieme protagonisti di vita migliore.


La leggenda del mantello

Quando Martino era ancora un soldato, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo.

D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo “con-divise” con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi.

Il termine latino per “mantello corto”, “cappella” venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di San Martino, i “cappellani”, e da questi venne applicato all’oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.