Centro di Riabilitazione Isoptera

Il Centro di riabilitazione Isoptera fornisce interventi riabilitativi altamente specializzati ad utenti con diverse forme di disabilità:

  1. grave deficit visivo anche associato a pluridisabilità
  2. ipovisione con necessità di addestramento all’utilizzo di ausili ottici e/o  informatici
  3. patologie della visione binoculare (strabismo, ambliopia, diplopia…)
  4. autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo (D.G.S.)
  5. disturbi del linguaggio, ritardo cognitivo, ritardo psicomotorio, disprassie e disturbi del comportamento

 Modalità di erogazione del servizio

Il servizio viene erogato in convenzione con l’ASP di Siracusa in forma ambulatoriale. Il Centro di Riabilitazione garantisce l’apertura dalle 8.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì e dalle 8.00 alle 13.15 il sabato.

 

L’utente che necessita di una riabilitazione può scegliere il Centro convenzionato al quale rivolgersi per il trattamento riabilitativo, nel momento in cui compila la richiesta presso il servizio di Medicina riabilitativa. I medici del suddetto servizio  convocano l’utente ed autorizzano la riabilitazione definendone la tipologia e la frequenza.

 

Nel caso l’utente contatti il Centro di riabilitazione prima di avere l’autorizzazione da parte dell’ASP, viene informato dall’Assistente Sociale sull’iter da effettuare per l’avvio della pratica in convenzione.

 

La retta dell’ASP comprende: (indipendentemente dal numero delle terapie autorizzate dall’impegnativa) il lavoro dell’equipe, necessaria all’integrazione delle conoscenze e delle competenze; il lavoro di rete in collaborazione con le Istituzioni, la Scuola, la Famiglia; le sedute con i terapisti, i colloqui psicologici, sociali e le visite mediche.

Il numero di sedute con i terapisti (da 2 a 5 sedute settimanali), viene autorizzato dall’ ASP per un periodo di tre mesi; per la continuazione della presa in carico è necessaria una visita di proroga trimestrale presso il Servizio di Medicina Riabilitativa dell’ ASP.

 

Procedure di accoglienza e presa in carico

 Il Centro di Riabilitazione accoglie in convenzione persone disabili inviate, con un documento di autorizzazione “impegnativa”, dal Servizio di Medicina Riabilitativa dell’ASP di Siracusa.

L’utente viene accolto presso il Centro di Riabilitazione dall’equipe multidisciplinare (direttore sanitario, psicologa e assistente sociale) con un primo appuntamento al fine di registrare le prime informazioni riguardo l’utente, le aspettative della famiglia e di presentare il Centro Isoptera, svolgere gli adempimenti burocratici e sottoscrivere il Regolamento interno.  In seguito il Direttore Sanitario affida l’utente ai terapisti della riabilitazione in base alla tipologia dei trattamenti necessari.

Valutazione

Il primo periodo è dedicato all’ osservazione durante le attività proposte dai terapisti e alla  somministrazione dei test per la valutazione riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale:

SCALE WESHLER

BAYLEY        questionario del comportamento socioemozionale e adattivo

PEP 3          la terza edizione del Profilo Psicoeducativo

ABBLLS-R  la valutazione delle abilità comunicative e di apprendimento del bambino con disturbo dello spettro autistico e disturbi correlati

ADOS          Autism Diagnostic Observation Schedule

ADI-R          Autism Diagnostic Interview- Revised

VINELAND ADAPTIVE BEHAVIOR SCALES

Progetto riabilitativo La fase di valutazione è seguita dalla redazione di un progetto riabilitativo individualizzato che viene condiviso con i famigliari dell’utente e, quando possibile, con gli operatori della Neuropsichiatria infantile dell’ASP, con gli insegnanti e gli operatori di Assistenza alla Autonomia e alla Comunicazione della scuola frequentata. Il progetto riabilitativo tiene conto delle osservazioni libere annotate in cartella da tutti i professionisti dell’equipe, dei risultati dei test somministrati, delle aspettative della famiglia. Nel progetto vengono descritti gli obiettivi riabilitativi sui quali lavorare a breve, medio e lungo termine e le relative azioni specifiche per il raggiungimento. L’equipe degli operatori che seguono gli utenti si riunisce periodicamente per discutere ed orientare la riabilitazione al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel progetto riabilitativo che viene infatti aggiornato periodicamente. Si presta particolare attenzione anche al contesto familiare e scolastico attraverso colloqui con le famiglie e gli insegnanti di sostegno.

Tale modalità di lavoro permette ai genitori di comprendere in modo più chiaro l’attività svolta nel tempo dagli operatori del Centro.

 

Il Progetto prevede

  • trattamenti diretti agli utenti presso il Centro di Riabilitazione;
  • trattamenti indiretti (svolti cioè con i famigliari, con gli insegnanti di sostegno, con gli operatori ASACOM  attraverso colloqui per il confronto sul progetto riabilitativo). Le riunioni di equipe, l’elaborazione dei test e dei progetti individualizzati, la progettazione e realizzazione del materiale personalizzato per la riabilitazione.

Trattamenti riabilitativi

Psicomotricità intesa come intervento riabilitativo che coinvolge l’individuo sia a livello funzionale che cognitivo, affettivo e relazionale.

Stimolazione e riabilitazione visiva finalizzata al mantenimento e all’esercizio del residuo visivo e al recupero delle patologie della motilità oculare (strabismo, ambliopia, diplopia…)

Logoterapia finalizzata alla comunicazione in senso globale (espressione orale e scritta, mimica facciale, modulazione della voce, etc.)

Addestramento all’utilizzo di ausili ottici ed informatici rivolti a soggetti ipovedenti e a soggetti con disturbi della Comunicazione

Colloqui psicologici con la famiglia vista come sistema aperto, in continua reciprocità con l’ambiente esterno (scuola, quartiere, gruppi…) in continua evoluzione e composta da parti interagenti.

 GIOCO-NATALE24-918px


Modello di intervento

Il modello di intervento adottato si basa:

  • sulla valorizzazione del lavoro di equipe, puntando all’integrazione delle conoscenze e delle competenze, riconoscendo il gruppo come soggetto plurale di osservazione e di intervento;
  • sull’utilizzo del Gioco inteso come tempo e spazio privilegiato in cui potersi esprimere valorizzando il positivo di ognuno;
  • sul concetto di globalità della persona considerata nei suoi aspetti affettivi, relazionali, cognitivi e funzionali;
  • sulla promozione di un effettivo lavoro di rete in collaborazione con le Istituzioni, la Scuola, la Famiglia e le Associazioni del territorio
  • sul concetto di Cura come scambio nella relazione tra chi la offre e chi la riceve

 Verifiche e rivalutazioni

Il Progetto Riabilitativo viene periodicamente aggiornato, condividendolo con la famiglia, in base allo stato di avanzamento degli obiettivi prefissati dall’equipe, il Centro comunica periodicamente i dati riabilitativi al Servizio di Medicina Riabilitativa che autorizza le proroghe dell’attività riabilitativa. Anche le dimissioni dal Centro vengono condivise con la famiglia e possono dipendere dal raggiungimento degli obiettivi, da una richiesta dell’utente o da assenza prolungata ed ingiustificata alla terapia.

Ipovisione e Patologie della Visione Binoculare

L’Ortottista  è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica. (D.M. 14 settembre 1994, n.743)
Presso il Centro di Riabilitazione Isoptera l’Ortottista svolge le seguenti attività
• Rieducazione del paziente ipovedente attraverso l’addestramento all’utilizzo di ausili ottici e/o informatici
• Stimolazione e riabilitazione visiva finalizzata al mantenimento e all’esercizio del residuo visivo nel bambino con grave deficit visivo anche associato a pluriminorazione
• Valutazione e riabilitazione dello strabismo e dell’ambliopia
• Valutazione e trattamento della diplopia
• Valutazione e trattamento del deficit di convergenza e ampiezza fusiva
• Screening in età prescolare e scolare per la prevenzione dei disturbi visivi ed oculomotori


ipovisioneIl bambino dopo la nascita completa rapidamente lo sviluppo visivo grazie ad un vero e proprio allenamento spontaneo delle sue capacità visive. Il bambino con deficit visivo che non è in grado di percepire adeguatamente gli stimoli dell’ambiente circostante, necessita di particolari facilitazioni visive per poter attivare il suo pur minimo residuo che altrimenti tenderebbe ad atrofizzarsi.

Il lavoro svolto nel campo delle stimolazioni visive spesso non è separabile dagli altri trattamenti, tutti finalizzati ad un intervento globale del bambino nel tentativo di un recupero più ampio possibile. L’intervento riabilitativo tende a rendere consapevole il bambino del suo residuo visivo e a insegnarli a sfruttarlo al massimo ciò costituisce una base molto importante per una maggiore autonomia, una deambulazione autonoma e per l’orientamento nello spazio. La riabilitazione visiva utilizza, dopo un’accurata valutazione,  stimoli visivi che vanno dalla luce diretta alla luce riflessa all’alto contrasto cromatico (es. bianco/nero). E’ possibile cosi stimolare la capacità di localizzazione, fissazione, inseguimento anche in situazioni di ipovisione grave. Lo scopo del “low vision training” non è solamente quello di allenare la “funzione visiva”, ma quello di trasferire le abilità acquisite nelle varie situazioni della vita quotidiana.

Ipovedenti

L’ipovedente è quel soggetto affetto da una menomazione bilaterale irreversibile della visione centrale (visus per lontano con la migliore correzione inferiore ai 3/10, visus per vicino con la migliore correzione inferiore a 10cp) e/o periferica (campo visivo limitato a meno di 10° – 15°) o affetto da altre disabilità visive (lesioni cerebrali).

Non Vedenti

Sono quei soggetti con acuità visiva inferiore ai 5/100; anche il soggetto che dispone di sola percezione luce deve poter essere sottoposto a trattamento riabilitativo per sfruttare a scopo funzionale il suo residuo visivo.

Gli obiettivi specifici dell’intervento riabilitativo sono:

  • ottimizzare il livello della funzionalità visiva.
  • rendere conscio il paziente del suo residuo visivo affinché, recuperando alcune abilità ed autonomie, la sua disabilità non si trasformi in handicap.

 

Valutazione e addestramento di ausili ottici ed informatici per ipovedenti

ausili-ipovedenti-904px

il paziente ipovedente può beneficiare dell’utilizzo di ausili ingrandenti ottici o informatici che, con adeguato addestramento, permettono un miglioramento della qualità della vita. 

Vi sono tre tipi di ausili o accorgimenti utili per l’ipovisione che servono ad ingrandire e, dunque , a permettere una migliore visione:

  • Ausili ottici;
  • Ausili ingrandenti elettronici;
  • Accorgimenti non ottici;

 

Ausili ottici

Occhiali da lettura ingrandenti

Gli occhiali da lettura per ipovedenti consistono in lenti da lettura più forti del normale inserite in una montatura di tipo normale per cui la distanza di lavoro deve essere avvicinata .Un altro tipo di occhiali per vicino utilizza le lenti aplanatiche. Il loro aspetto è esteticamente accettabile , forniscono un buon campo visivo ed immagine nitida, ma impongono comunque una distanza ravvicinata al lavoro o alla lettura.

Lenti protettive filtranti

Le lenti protettive vengono spesso consigliate agli ipovedenti per diminuire l’abbagliamento ed aumentare i contrasti .

 

Ausili ingrandenti elettronici

Video ingranditori con televisione a circuito chiuso

Questo sistema ingrandisce gli oggetti utilizzando una telecamera messa a fuoco su un ripiano movibile che permette di proiettare i caratteri o il materiale da lavoro su uno schermo televisivo od un monitor e può quindi essere adoperato per leggere, scrivere o per svolgere i lavori manuali .

Sistemi computerizzati

I normali computers possono essere utilizzati dall’ipovedente con programmi d’ingrandimento del testo. Il soggetto con gravi alterazioni visive potrà usufruire anche dei programmi di sintesi vocale.

 

Accorgimenti non ottici

  • Migliore illuminazione contrasto.
  • Sedersi vicino all’apparecchio televisivo.
  • Lampade speciali.
  • Filtri.
  • Libri stampati in caratteri più grandi .
  • Guide per la lettura e scrittura.
  • Leggìo.

 La Riabilitazione Ortottica delle patologie della motilità oculare (strabismo, ambliopia,  diplopia

CIMG2031
La Visione Binoculare Singola si realizza quando le immagini provenienti dai due occhi si proiettano sulle retine ed in particolare sulle Fovee (punti retinici principali) e vengono “fuse” a livello corticale in una immagine unica realizzando una situazione di Normo-Sensorialità.
La Visione Binoculare Singola può venire compromessa da una delle seguenti condizioni oculari anomale
L’ambliopia è una condizione caratterizzata dalla riduzione della vista in un occhio. Nota anche come “occhio pigro, deriva da un non corretto sviluppo visivo e neuronale. Si manifesta durante i primi anni di vita e, a meno che non venga trattato con successo nella fase di sviluppo del bambino, può persistere fino all’età adulta.
Lo strabismo è una deviazione di uno o entrambi gli occhi rispetto al punto di fissazione (gli assi visivi non sono, quindi, diretti verso lo stesso punto dello spazio) e viene distinto a seconda della direzione di tale deviazione: strabismo convergente (l’occhio è deviato verso l’interno), strabismo divergente (l’occhio è deviato verso l’esterno) e strabismo verticale (l’occhio è deviato verso l’alto o il basso).
La diplopia binoculare si manifesta quando entrambi gli occhi, pur essendo funzionali, non riescono a convergere per focalizzare l’oggetto desiderato; in questi casi, la visione doppia rappresenta quindi il risultato di un disallineamento oculare. In simili condizioni, le immagini provenienti da ciascun occhio non sono abbastanza simili affinché il cervello possa creare un’immagine chiara e singola: il risultato è la percezione d’immagini doppie (2 figure di pari qualità). La visione, di solito, torna alla normalità se uno dei due occhi è coperto.

 

 

sanmartino_autismo

L’Autismo è un disturbo dello sviluppo psicologico con base biologica, che si origina nella primissima infanzia e viene diagnosticato in presenza di difficoltà in tre aree; ridotta interazione sociale, linguaggio ridotto o assente, presenza di comportamenti ripetitivi o interessi ristretti.

Gli interventi riabilitativi erogati agli utenti con D.G.S. (Disturbo Generalizzato dello Sviluppo) o Autismo sono in linea con quanto definito dalle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità – Ministero della Salute dell’ottobre 2011 per “il trattamento del disturbo dello spettro autistico dei bambini e degli adolescenti”.

L’obiettivo principale della riabilitazione è implementare interventi di tipo abilitativo ed educativo con particolare rilievo per gli aspetti riguardanti l’interazione sociale (intersoggettività primaria e secondaria, comunicazione), le abilità di vita della persona (autonomie personali, gestione del tempo libero, abilità sociali …) e il decremento dei comportamenti problematici di minori con autismo.

La coerenza del nostro modello di intervento con le Linee Guida per l’autismo della SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza 2005

Queste recitano: “L’Orientamento generale, recepito ormai a livello internazionale, è che l’intervento debba essere precoce, intensivo e curricolare (Howlin 98, National Research Council 2001) e le successive linea guida del Consiglio Superiore di Sanità dell’ottobre del 2011 hanno messo in luce in modo certamente molto chiaro quali sono, ad oggi, gli interventi mostrando la loro efficacia sul terreno della evidenza scientifica.

L’approccio comportamentale e i suoi diversi programmi applicativi risultano, al momento attuale, gli unici che hanno offerto miglioramenti scientificamente comprovabili nell’ambito delle disabilità intellettive e dei disturbi dello spettro autistico. (Lovaas, 1987; Howard et al, 2005; Harris et al, 2000).

È opportuno sottolineare che l’approccio comportamentale utilizzato dall’equipe del Centro Isoptera, non è applicato in modo rigido, bensì considerato uno strumento, da utilizzare in modo flessibile e adattandolo alle esigenze specifiche di ciascun bambino e della sua famiglia.

In particolare si fa riferimento a diversi approcci riabilitativi, tra i quali:

il programma T.E.A.C.C.H. (Treatment and Education of Autistic and communication handicapped) che prevede come strategie di intervento l’organizzazione e la strutturazione degli spazi, dei tempi e dei materiali utilizzando  le capacità visuo-spaziali , generalmente buone nelle persone autistiche e che sono alla base della scelta di utilizzare strategie comunicative e strutturazione di tipo visivo. tuttavia il principio della scelta della forma di comunicazione più adatta a supporto della comunicazione verbale dipende dalla valutazione individuale del canale percettivo meglio utilizzabile dal singolo individuo.

ABA funzionale Approccio Pyramid Educational;  ideato per l’équipe multidisciplinare.

Comprende l’analisi applicata del comportamento, i sistemi di rinforzo, le competenze comunicative e le strategie d’insegnamento specifiche da mettere in campo nel caso di comportamenti inadeguati.

Particolare importanza ha acquisito l’utilizzo della C.A.A (Comunicazione Aumentativa Alternativa) Comunicazione aumentativa e alternativa che fornisce un aiuto alla comunicazione per chi non può parlare. La C.A.A. non inibisce la comparsa del linguaggio orale, bensì permette alle persone che non parlano di far sentire la propria “voce”, di ridurre la frustrazione per non essere capiti e di sentirsi soggetti attivi della propria esistenza. Ne ha bisogno ogni persona con grave disordine della comunicazione, temporaneo o permanente, con bisogni comunicativi complessi per difficoltà nel linguaggio ricettivo ed espressivo, nella sfera motoria, cognitiva e del comportamento.  Il PECS  “Picture Exchange Communication System” ovvero Sistema di Comunicazione mediante Scambio per Immagini. Tale sistema punta allo sviluppo della Comunicazione Funzionale e della Comunicazione come scambio sociale, attraverso un programma di apprendimento a piccoli passi che comprende 6 fasi (Fasi I – VI).

Molta importanza viene data agli aspetti dell’intersoggettività primaria e secondaria utilizzando la TED (Terapia di Scambio e Sviluppo) e la Stimolazione basale. La TED cioè la Terapia di Scambio e Sviluppo si basa essenzialmente sullo scambio tra il bambino e gli operatori (l’ambiente) in modo da favorire le capacità di socializzazione e di comunicazione.

Al tempo stesso viene implementato anche lo sviluppo del bambino proponendogli giochi ed attività adatti al suo livello di funzionamento cognitivo sotto forma di un contesto ludico che tenga conto di una “abilitazione” delle diverse funzioni di base deficitarie. La Terapia di Scambio e Sviluppo si propone di favorire le capacità funzionali del bambino incoraggiandone le iniziative in un clima di Tranquillità, Disponibilità e Serenità, termini che non rappresentano solo una modalità generica di approccio trasversale alla maggior parte dei trattamenti riabilitativi ma giocano un ruolo preciso sul versante neurofisiologico (Visconti, 2004, p.37).

La Stimolazione Basale, il metodo del Prof. A. Fröhlich – Germania, nasce come intervento riabilitativo, di accompagnamento e di sostegno per le persone con grave disabilità, finalizzata principalmente a stimolare un maggior sviluppo delle capacità di chi è gravemente svantaggiato per favorire un aumento della motivazione e della consapevolezza della propria esistenza e migliorare così la qualità della vita. Viene utilizzata dal nostro CDR per i bambini con DGS al fine di agire sulle difficoltà sensoriali e sulle difficoltà di organizzazione del gioco simbolico. Infatti la stimolazione basale crea un ambiente armonioso e stimolante che permette al bambino di “viversi” e “percepirsi” come un essere umano attivo nel suo ambiente. Attraverso la proposta di stimoli semplici sensoriali si cerca di aiutare il bambino a scoprire se stesso e il proprio corpo. La stimolazione basale aiuta a cambiare la caotica sovrabbondanza di stimoli e ad avvicinarsi al mondo come struttura più comprensibile.

Valutazione e addestramento di comunicatori

nel caso di paziente che necessita di ausilio per la comunicazione, il Centro di Riabilitazione Isoptera, si pone come obiettivo prioritario quello di raggiungere un livello di scambio comunicativo utile ad esprimere  bisogni, desideri, pensieri in rapporto alle  potenzialità del singolo, ma sempre in modo funzionale ed intenzionale alla valutazione relativa ai prerequisiti della comunicazione caratterizzati da: attivazione, orientamento, interesse per il viso, attenzione congiunta e imitazione. Viene avviato un percorso secondo le metodologie di CAA che permette, in prima istanza, all’utente in oggetto di acquisire un buon livello di utilizzo dei comunicatori cartacei. Si valuta  il possibile passaggio ad un supporto multimediale. Il comunicatore multimediale, rispetto al cartaceo, ha maggiore versatilità, ha l’uscita in voce ed è spesso socialmente più accettato, aspetto quest’ultimo da non sottovalutare per la buona riuscita della generalizzazione della comunicazione nei vari contesti di vita.  La ASP, grazie alle informazioni di ritorno dal Centro, può procedere all’acquisto dell’ausilio per l’utente.

 

 

 

 

Il Training sulle abilità sociali

Le abilità sociali sono quelle che regolano l’interazione tra le persone. Tutti noi utilizziamo lo sguardo per comunicare, guardiamo l’altro per condividere il suo pensiero, o per comunicare il nostro dissenso; evitiamo lo sguardo dell’altro se  abbiamo timore, vergogna; sfidiamo l’altro con lo sguardo, conquistiamo la stima dell’altro con lo sguardo, il suo amore, ecc… Per comunicare usiamo il nostro corpo attraverso movimenti, gesti, posture, rapporti di vicinanza o lontananza. Usiamo ancora la voce modulandone il tono, il volume, le pause, le interazioni. Usiamo la mimica facciale con tutte le sfumature che i nostri piccoli muscoli mimici ci permettono: moduliamo i movimenti delle labbra, delle guance, degli zigomi, della fronte. Tutto questo riusciamo anche a leggerlo nell’altro e in questo continuo scambio non verbale si costruiscono significati che supportano la comunicazione verbale e ne definiscono il senso e il significato.

CIMG2051

CIMG2054

 

 

 

 

 

 

 

 

 

img-20161027-wa0008

 

 

 

La letteratura scientifica utilizza il termine deficit sociale per descrivere alcune caratteristiche del funzionamento sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico.

training-kat-kit

Si tratta della difficoltà a conseguire e maneggiare pienamente quegli apprendimenti sociali  considerati innati, che può avere un ruolo limitante nella possibilità di successo scolastico e lavorativo. Il training di gruppo prevede attraverso la creazione di un ambiente positivo e supportante di:

  • Lavorare con coppie o gruppi di bambini
  • Dare la priorità ad attività che richiedono cooperazione e collaborazione
  • Insegnare a considerare la prospettiva di altre persone
  • Insegnare a considerare le preferenze e gli interessi dei compagni

Parent training

 parent-training-918px

Essere genitori oggi è un compito sempre più difficile e complesso e farvi fronte richiede volontà, impegno e fatica, ma anche una serie di competenze e di abilità che possono essere sviluppate. Certamente l’affetto e il bene verso i figli sono dei prerequisiti fondamentali, ma non sono sufficienti e soprattutto in alcune circostanze (quando ad esempio i figli presentano delle difficoltà) può essere utile rivedere alcune modalità educative, emotive e relazionali al fine di adempiere in modo maggiormente funzionale e soddisfacente al proprio ruolo educativo.

Il Parent Training (formazione ai genitori) nasce con l’obiettivo di potenziare e valorizzare le risorse individuali e genitoriali di cui ciascuno è portatore e che, a volte, fatica a riconoscere e/o esprimere, ma anche per favorire nei partecipanti l’acquisizione di specifiche competenze educative e delle annesse capacità di autovalutazione e automonitoraggio. E’ infatti importante non solo conoscere e padroneggiare delle strategie, ma anche essere consapevoli della loro funzione e dei loro potenziali effetti.

La metodologia di lavoro prevede diversi momenti: brevi spiegazioni teoriche per favorire una maggiore comprensione della problematica presentata dai figli; attività di coppia e/o di gruppo finalizzate al confronto e allo scambio reciproco tra i partecipanti; “lavori a casa”, che hanno lo scopo di poter mettere in pratica quanto appreso.

Monitoraggio e miglioramento continuo del servizio Isoptera:

La Cooperativa San Martino  tiene aggiornato il proprio sistema di gestione della Qualità attraverso il monitoraggio continuo degli indicatori dei processi.

Indicatori del processo CDR ISOPTERA

Fase

caratteristica

 

indicatore

 

frequenza

 

responsabile

 

standard

 

Margine di scostamento

Presa in carico Primo colloquio n. di giorni per la presa in carico Ad ogni nuovo inserimento Dir. Sanitario Entro 7 giorni 10%
  Valutazione in ingresso n. di test somministrati/n. utenti Per ogni utente Equipe 100% 0%
Erogazione del servizio Redazione progetto individualizzato n. di progetti individualizzati/n. utenti Per ogni utente Equipe 100% 0%
  Redazione progetto individualizzato n. di sedute di terapia prima della redazione del progetto Per ogni utente Equipe Entro 9 sedute 10%
Comunicazione con il cliente Condivisione del progetto con la famiglia n. di progetti condivisi/ n. utenti Per ogni utente Dir. Sanitario 100% 0%
  Risposta alle istanze n. di giorni di attesa alle richieste degli utenti Tutto l’anno Ass. sociale Entro 7 gg dalla richiesta 10%
Erogazione del servizio Verifica progetto riabilitativo n. verifiche periodiche / n. utenti Per ogni utente  Equipe Trimestrale fascia 0-3 anni, semestrale fascia 3-6 anni, annuale sopra i 6  anni 0%
Rilevazione della soddisfazione dell’utente Somministrazione questionario Grado di soddisfazione/ utente Una volta l’anno Ass. sociale soddisfazione non inferiore alla media di 4 0%
Misurazione e monitoraggio obiettivi Obiettivi raggiunti Percentuale di obiettivi raggiunti/singolo progetto Una volta l’anno Dir. Sanitario Raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi 10%
 

Inoltre sono a disposizione del personale strumenti cartacei ed informatici per monitorare i progetti individualizzati e per il lavoro di equipe: procedure, protocolli, schede di osservazione e valutazione, linee guida, istruzioni e regolamenti.
La Cooperativa è attenta alla formazione dei suoi dipendenti sotto tutti gli aspetti in quanto ha valutato che la formazione costituisce un elemento strategico fondamentale per una politica del personale orientata alla motivazione ed alla valorizzazione professionale, nonché finalizzata alla qualità dei servizi erogati.

Fornitura della prestazione anche in caso di malattia del terapista

Al fine di garantire la continuità dell’intervento in atto anche nei casi di assenza del terapista dell’utente, è stato creato per ciascun utente del Centro di Riabilitazione, una “Carta d’identità” in cui viene delineato in modo sintetico il funzionamento dell’utente, la compliance alla terapia in atto ed eventuali comportamenti problematici. Tale modalità permette al terapista che effettua la sostituzione di proseguire il progetto riabilitativo individualizzato senza causare interruzioni.

Attuazione Decreto Legislativo 81/2008

La San Martino ha ottemperato agli obblighi contenuti nel decreto legislativo riguardante la sicurezza dei lavoratori e dei residenti in struttura, predisponendo idoneo piano di emergenza della struttura, diversificato a seconda delle varie zone dell’Ente, curando il costante aggiornamento dei documenti di sicurezza, nonché la formazione obbligatoria del personale.

A tutti i lavoratori viene data l’informazione generale sui rischi a cui sono sottoposti e sulle misure di prevenzione da adottare, sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, sulle procedure da seguire in caso di emergenza.

La cooperativa tiene in sicurezza i dati sensibili come previsto dalla normativa (Art. 13 del D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196)

Soddisfazione del cliente

La cooperativa tiene in grande considerazione la soddisfazione del cliente, pertanto identifica adeguati indicatori e predispone appositi strumenti quali questionari, o colloqui al fine di individuare il posizionamento attuale rispetto alla soddisfazione del cliente e pianificare idonee azioni di miglioramento. I familiari possono inserire nell’ apposita cassettina portalettere le proprie segnalazioni o suggerimenti. Sarà cura della Direzione, dopo aver avviato idonea attività istruttoria, dare una risposta alle segnalazioni entro il termine di 15 gg. Le segnalazioni e i suggerimenti consentono di adeguare sempre più i servizi  alle aspettative del beneficiario.

ORARI DI APERTURA DEGLI UFFICI AMMINISTRATIVI

I familiari dei beneficiari possono parlare con la Direzione tutti i giorni dal lunedì al venerdì previo appuntamento.